Un ritorno alle fonti
| Título traduzido | Coins in Venice in the Late Middle Ages |
|---|---|
| Subtítulo traduzido | A return to sources |
| Autor | Mario De Ruitz |
| Ano de publicação | 2001 |
| Editora | Canova |
| Local de publicação | Treviso, Itália |
| Idiomas | Italiano |
| Capa/encadernação | Capa mole |
| Número de páginas | 224 |
| ISBN-10 | 8884090490 |
| ISBN-13 | 9788884090492 |
| Número OCLC | 469855506 |
| Número | N# L102635 |
| Tipos de objetos | Moedas |
|---|---|
| Emissores | Veneza |
| Casas da moeda | Veneza |
| Datas | 1172-1472 |
Nell’accingermi a scrivere mi ero prefisso di chiarire, in un centinaio di pagine o poco più, le complesse vicende di tre secoli di emissioni monetarie veneziane conciliandole con il proposito di dare al volumetto il carattere d’uno snello manuale, quale da tempo mi veniva sollecitato da archivisti, studiosi di storia e numismatica e studenti.
Non è stata impresa facile e dubito d’esserci ben riuscito.
Comunque sia, per entrare in dimestichezza con la materia, suggerisco di affrontarla con la calcolatrice alla mano, in modo da poter seguire gli avvenimenti connessi con il valore della moneta metallica e coglierne i riflessi nei sistemi contabili attraverso l’evidenza dei numeri.
Ciò che io pure ho fatto in molti anni d’indagine archivistica sulle monete e sulle misure e i pesi dei domini della Serenissima.
Il tema della moneta nell’età medievale era stato trattato estesamente nel 1893 da Nicolò Papadopoli Aldobrandini e ripreso e arricchito in tempi più recenti, nel 1985, da Frederic C. Lane e Reinhold C.Mueller.
Le loro opere, di grande impegno scientifico, sono fondamentali e per molti aspetti insostituibili, ma non prive di imprecisioni ed errori.
Con l’intento di mendarli e aggiunger qualcosa, si è reso allora necessario che facessi delle loro la base della mia opera, rivedendo le fonti documentarie impiegate e le conclusioni cui quegli autori sono pervenuti.
Nel farlo sono stato agevolato, per l’ultimo secolo di monetazione considerato, dalla pubblicazione nel 1984 del Capitolar delle broche da parte di Giorgietta Bonfiglio Dosio, la cui accurata trascrizione mi è stata di supporto prezioso nell’interpretazione delle tolleranze di coniazione e di alcuni accorgimenti tecnici e pratiche di zecca.
Spero di essere riuscito, per merito del suo lavoro, a dare quel contributo all’approfondimento della storia monetale veneziana auspicato da Giovanni Gorini nella premessa del testo.
I valori tabulari che offro al lettore sono approssimati al millesimo di grammo, si da tornar utili specialmente nella determinazione delle parita’ metalliche delle monete usate in negozi importanti e per cifre d’una certa entità.
L'opera abbraccia il periodo di storia monetaria ed economica della Repubblica di Venezia che va dall'emissione, con Sebastiano Ziani (1172-1178), del primo denaro specificamente veneziano al 1472, quando, con la coniazione della prima lira, si aprono le porte dell'Età Moderna. Durante tale periodo Venezia assunse un ruolo straordinario nei commerci internazionali e coniò monete che godettero di così ampio credito da conquistare tutti i mercati: il grosso d'argento, il ducato d'oro, il soldino d'argento…
Partendo dalle fonti archivistiche sulle quali si fonda la conoscenza della materia, l'Autore procede a una serie di verifiche sperimentali di carattere rigorosamente scientifico: mediante l'uso di metodi tradizionali (analisi delle leghe per coppellazione) e servendosi anche dei più sofisticati ed avanzati strumenti scientifici (spettrometria di massa di ioni secondari), ridefinisce con precisione i titoli e i valori delle monete più significative. Fondamentale è lo studio dei rapporti fra monete di conto e monete effettive, le prime usate come parametri nominali per le transazioni, le seconde quali concreti ed effettivi mezzi di pagamento. E tale studio comparativo, lungi dall'essere un vuoto esercizio accademico, costituisce prezioso strumento per la comprensione dei fenomeni economici inflattivi e deflattivi dei vari momenti storici e per la conoscenza delle politiche monetarie della Serenissima, che tanta influenza ebbero sulla sua crescita e sulle sue fortune. Lo studio economico-numismatico assume particolare spessore, in quanto l'Autore lo inquadra in più vasti contesti di ricerca: tecniche e metodologie di affinazione dei metalli, metodiche di costruzione dei conii, norme e prassi della monetazione, controlli delle frodi..., elementi tutti che donano alla lettura un particolare fascino storiografico. Le numerose appendici, costituite dall'esame dei documenti del tempo (rogiti notarili, polizze artigianali, accrediti bancari, decreti di zecca...) conferiscono concreta e curiosa rivisitazione di squarci di vita quotidiana.
Molti i pregi e altrettante le chiavi di lettura. Lo studioso di numismatica vi può trovare la risposta a molti quesiti particolari, confortata dall'ineccepibile rigore scientifico; lo studioso di storia può scoprire approfondimenti a problemi raramente esplorati; il lettore curioso proverà la fatica e la gioia della scoperta dei nessi che si intrecciano nella cultura
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